Lettori fissi

venerdì 11 aprile 2014

Un invito poi un viaggio


E' la prima mattina dopo 8 giorni che mi sveglio in Italia, nel mio letto...Ho la sensazione di essere entrata in un tunnel spazio-temporale in questa settimana...e forse dati i ritmi avuti un po' è vero :P Andare in Palestina e Israele, la famosa (o famigerata) Terra Santa, può essere un viaggio che ti cambia l'esistenza. Ovviamente non a livello esteriore...ma ci sono tante altre cose...Almeno è quello che ho visto in questi giorni. Non so ancora cosa ne trarrò fuori io, ma sono successe tante di quelle cose inaspettate, e si sono avviati progetti bellissimi, che nemmeno nella mia più fervida immaginazione (e ne ho tanta) sarei riuscita a concepire. Tutto è iniziato il 31 ottobre, quando ho saputo che i The Sun organizzavano un viaggio in questi luoghi speciali. Per farla breve, ho incartato la mia paura dell'aereo e sono partita anch'io. Con altri 221 sconosciuti. E ringrazierò per tutta la vita di averlo fatto. Ho incontrato persone fantastiche. E questa è una cosa che è facile dire quando si conosce qualcuno per la prima volta, presi dall'entusiasmo, infatti è una cosa che dico raramente. In questo caso però è proprio così, lo si sente dai vissuti e dalle parole, traspare dalle azioni e da tutto il resto. Pensavo di partire da sola e invece mi aspettava una famiglia. Davvero, capisco che dall'esterno sembra che stia esagerando, ma se non lo si è vissuto probabilmente non lo si può comprendere. Mi avevano detto che andare in Terra Santa è un'esperienza bellissima, ma non pensavo così tanto. E con questo viaggio lo è stato ancora di più, tant'è che devo ancora capire se sia stato più merito dell'una o dell'altro. Ora devo raccogliere tutte le emozioni, le esperienze, i volti e le parole vissuti in questa incredibile e meravigliosa avventura. Tutte le cose che sono andate ben oltre le mie aspettative. Suonare nella chiesa della Trasfigurazione sul Tabor. Cantare nella basilica della Natività a Betlemme, con ragazzi palestinesi, in un'armonia perfetta, tutto improvvisato ma tutto riuscitissimo. Visitare il luogo della Croce e il Santo Sepolcro. Toccare il Muro del Pianto, e vedere che a Betlemme esiste un muro che imprigiona città e cittadini, e che se sei palestinese non puoi uscire dalla tua area, non sei libero, perchè il tuo passaporto, la tua cultura, la tua religione non ti permettono di farlo. Perchè la terra fertile in Israele è poca, e l'acqua ancor meno, e così con un muro si pensa di risolvere la situazione. Si capisce così l'impegno di tante persone, come i ragazzi di Un ponte per la Terra Santa, in favore di questi luoghi. Vedere e sperimentare, conoscere, non attraverso l'informazione ufficiale, ma attraverso i propri occhi, per guardare tutto con occhi nuovi.

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Un invito, poi un viaggio

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